Uno dei sistemi per risolvere veramente la crisi in Italia è creare 1.000.000 di posti di lavoro.
La parola d'ordine in questo periodo per i nostri politici sono le riforme, nel frattempo, magari, di tanto in tanto, si parla di crisi e di lavoro. Se ne parla solamente però, perché nessuno, ne al Governo ne all'opposizione, sa che pesci pigliare. In questo sito ci permettiamo di proporre qualcosa di innovativo, propedeutico e veramente efficace per uscire dalla crisi, creare posti di lavoro e aumentare i consumi e il P.I.L.
Al di là di tutti i rispettabili pareri e commenti sull'attuale crisi finanziaria ed economica, questa crisi è legata al 99% al sistema monetario attuale, quindi bisogna correggere qualcosa in questo senso. Allora visto che gli Stati non possono battere moneta bisogna ricorrere a qualcosa che corregga il sistema a livello di singoli Stati senza infrangere le famigerate regole internazionali di questo insensato sistema monetario. Quindi da qui il..
Programma di sviluppo per autofinanziamento.
Oggi un Ente pubblico che vuole finanziare una qualsiasi opera pubblica o progetto di cui non dispone la copertura finanziaria, ha due alternative: o accende un mutuo o emettere dei propri titoli, per soddisfare questa esigenza, contraendo di fatto un nuovo debito. Il programma di sviluppo qui di seguito esposto, poggia le sue basi su l'autofinanziamento della comunità. Un principio economico diverso da quelli applicati fino ed adesso da un Ente pubblico.
Questo principio capovolge la situazione, non più un debito ma un ritorno economico, quindi risorse finanziarie da investire, per promuovere attività, indirizzo per nuove attività economiche, incentivi per attività in sofferenza, insomma risorse da investire nel territorio, che naturalmente significano nuova occupazione e crescita.
Lo Stato, gli Enti pubblici, regioni, province, comuni, pagano circa 13 miliardi di euro al mese, per 13 mensilità, e 18 miliardi di euro, di pensioni attraverso L' INPS, per un totale di circa 32 miliardi.
Se lo Stato pagasse il 70% degli stipendi e delle pensioni in euro e il 30% in “titoli di consumo” spendibili in tutte le attività commerciali, avrebbe a disposizione immediatamente circa 20 miliardi di euro ( 2 mensilità ) da poter investire in progetti mirati per lo sviluppo e l'occupazione.
( I titoli di consumo sono all'incirca come i buoni pasto in circolazione in Italia e in Europa da decenni. Questi sono spendibili solo in alcuni esercizi. mentre i “titoli di consumo” sarebbero spendibili in qualsiasi attività, commerciale o artigiana. Gli operatori commerciali che li riceveranno in pagamento li potranno incassare ogni fine mese e riconosceranno allo stato uno sconto del 7%. Da notare che lo sconto che si opera nei buoni pasto sopra citati va dal 10 al 15 %.
Quindi lo Stato potrebbe contare nell'immediato di circa 20 miliardi di euro, che non si aggiungono alla massa monetaria e quindi non creano svalutazione, in più di circa 400 milioni al mese dovuti allo sconto per un totale di 5 miliardi di euro all'anno).
Naturalmente le risorse che si reperiscono con il programma di sviluppo per autofinanziamento qui abbozzato devono essere espressamente indirizzate a tale scopo e non sperperate per altre finalità, altrimenti si assommerebbero alle passività del Paese.
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